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Australian Open, la preparazione mentale di Berrettini

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Il mental coach Massari: “Individuiamo dei concetti che possano esser utili a Matteo in campo, quando non c’è tempo di ragionare”. E contro Nadal…

Ogni battaglia ha la sua parola chiave. Ogni match ha un codice capace di mettere in contatto la mente e il corpo. Matteo Berrettini ci lavora da anni, su questa connessione tra il corpo e la mente. Il suo mental coach, Stefano Massari, conosce il romano da anni. Lo ha accompagnato in questo lungo percorso di crescita in campo e fuori. Insieme, anche da lontani, preparano le partite il giorno prima. “Pazienza”, “Orgoglio”, “Veleno” sono alcuni dei concetti a cui il numero 1 italiano si è appoggiato per superare gli ostacoli di questi giorni, le lunghe battaglie vinte contro Alcaraz e Monfils: “Non sono parole magiche – spiega Massari – ma le scegliamo insieme dopo un ragionamento. Pensiamo alle difficoltà e all’obiettivo che vogliamo prefissarci e lui alla fine del ragionamento, sceglie due parole che durante il match possono essergli utili a superare l’empasse. Questo perché durante le partite, nella fretta e nel caos, non c’è tempo di fare tanti ragionamenti, servono solo pochi concetti brevi”.

Due gocce di veleno

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E così, prima della partita contro Carlos Alcaraz, le parole chiave sono state “pazienza” e “orgoglio”: “Pazienza perché sapevamo che poteva essere un impegno difficile, contro un giovane che l’avrebbe messo in difficoltà. Orgoglio perché lui dalla sua parte aveva l’eperienza di un top ten, di una finale a Wimbledon, e tirando fuori l’orgoglio avrebbe potuto reagire alle difficoltà, come poi ha fatto”. E contro Monfils, oltre alla pazienza, che non è mai troppa, si è aggiunto il “veleno”: “Il veleno agonistico, naturalmente, quello sano. A quello ha attinto, insieme all’orgoglio, quando prima del quinto set è entrato negli spogliatoi. E poi ha vinto la partita”. Contro Rafa, forse ne servirà più d’una, di parole evocative: “Dovrà preparasi a un altro lungo braccio di ferro. In una partita non si può essere sempre al top, e la pazienza può essere declinata in tanti modi. Può essere perseveranza, può essere rivolta a se stessi, ci sono tante chiavi di lettura”. ne abbiamo una anche noi, sogno.

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