Calcio

Calciomercato Milan, se c’è l’offerta giusta Leao e Hauge ai saluti

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I due talenti ora non sono più incedibili. Con l’eventuale partenza di tutti e quattro, il club supererebbe la spesa fatta per Tomori e Maignan

La cerimonia d’inizio del mercato è fissata per giovedì prossimo, primo luglio: al via ufficiale delle trattative il Milan arriverà con il carrello già riempito. Il club rossonero ha fatto spesa in Francia con Maignan, investimento da quindici milioni totali, bonus compresi. E ha poi fatto scorte in difesa, dove ha saldato il conto con il Chelsea per Tomori: resterà rossonero per 28 milioni. Un affare che lo colloca al quinto posto della classifica degli acquisti più costosi della gestione Elliott, dietro Paquetà (38,4 milioni), Caldara (36), Piatek (35) e Leao (24 più il cartellino di Djalo). La proprietà, oggi più che mai, insiste sulla sostenibilità: l’obiettivo è rendere sempre più competitiva la squadra e sano il bilancio. Un doppio impegno che vede Maldini e Massara, d.t. e d.s. rossoneri, in prima linea: un lavoro che va oltre la semplice equazione tra soldi versati e incassati. Riscuotere da giocatori non più considerati funzionali è sempre utile ed è un’altra parte dei compiti estivi della dirigenza.

Sirene estere

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Nella rosa attuale non ci sono elementi dichiaratamente fuori dal progetto: c’è però chi ha trovato poco spazio nella scorsa stagione e rischiano di trovarne ancora meno nella prossima. E c’è chi, anche offrendo un contributo alla riconquista della Champions, non ha mantenuto in pieno le aspettative. Rafa Leao è il miglior rappresentante del secondo gruppo: con sei gol ha pareggiato la quota dell’anno d’esordio in rossonero, a cui nella stagione appena conclusa ha aggiunto anche sei assist. È stato importante per il raggiungimento dell’obiettivo di squadra, ma non determinante: sembra sempre sul punto di mostrare tutto il proprio repertorio, salvo poi sprecare più di una chance. A 22 anni ha tutto il tempo per dare prova del suo talento, ma il Milan potrebbe aver fretta. Per la società non è in vendita, nel senso che non lo ha esposto in vetrina nel tentativo di richiamare potenziali acquirenti, ma in caso di offerta consistente ci penserà. Per offerta consistente si intende dai 25 milioni in su, una cifra che l’agente del portoghese sembra in grado di raccogliere tra Marsiglia, Dortmund e Wolverhampton, i club che avrebbero inviato i primi segnali di interessamento. E ipotetici corteggiatori stranieri potranno farsi avanti anche per Hauge, 5 gol in 24 partite nella prima stagione rossonera. L’inizio è stato scoppiettante, il finale molto meno pirotecnico: il pensiero della società è lo stesso di Leao. Non è in vendita, ma se arrivasse una proposta all’altezza… Il norvegese era costato cinque milioni dal Bodoe Glimt, oggi può garantire una buona plusvalenza: prezzo stimato in 15 milioni, la quota che il Milan voleva scontare dal cartellino di De Paul inserendolo nella trattativa con l’Udinese, poi sfumata. Per la stessa cifra Hauge può interessare al Wolfsburg. Partissero entrambi, il Milan avrebbe quaranta milioni di incasso.

Seconde linee

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In teoria, può arrivare facilmente a un “tesoretto” di 50: basterebbe aggiungere un paio di vendite tra i giocatori ormai in seconda linea. Il club ha intenzione di rinforzare la mediana non solo confermando Tonali, ma anche con l’inserimento di almeno un nuovo centrocampista: il raggio d’azione di Krunic diventerebbe ancora più limitato. Motivo per cui la società ascolterà offerte e accetterà quella giusta. E lo stesso vale per Samu Castillejo: la zona è già occupata da Saelemaekers e durante l’estate l’attacco rossonero verrà rinnovato. Samu era arrivato nell’estate del 2018 nella trattativa che aveva portato Milan e Villarreal a chiudere l’affare Bacca. La Liga può riaccogliere l’esterno spagnolo: ha un’offerta dal Betis Siviglia. Così, senza nemmeno doversi privare di pezzi pregiati, il Milan si garantirebbe un ricavo consistente. Una condizione che farebbe certamente comodo al bilancio e che non andrebbe a ridimensionare la squadra, anzi: Pioli chiede un gruppo ampio, ma vuole evitare scontenti e che il patrimonio tecnico ne esca di conseguenza svilito.

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